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Nel mondo della tecnologia, l’Unione Europea sembra essere la voce della regione per quanto riguarda i regolamenti per la protezione dei consumatori. E non è un caso che Google si sia rivolta proprio a questo ente per discutere riguardo a dubbi e limitazioni da porre a uno degli strumenti più interessanti del momento: l’intelligenza artificiale.

Google è partito un po’ in ritardo a questa corsa, ma l’IA di Bard sta cominciando a essere introdotta in sempre più sistemi e in sempre più applicazioni, ed entro fine anno è probabile che la maggior parte dei servizi di Google ne facciano uso. Tuttavia l’intelligenza artificiale può anche essere pericolosa: non tanto per il fatto che si possa ribellare a noi, ma più per il possibile impatto sul mondo del lavoro e sulla privacy.

Proprio per questo Google ha contattato il consiglio dell’Unione Europea, offrendo una collaborazione per produrre leggi che siano giuste ma tempestive. Sundar Pichai, il presidente di Google, si è già presentato davanti al parlamento dell’EU, ed entrambe le parti sono concordi che sia meglio agire prima piuttosto che tardi.

Al momento non c’è ancora nulla di concreto, e l’Unione Europea sta ancora aspettando che i singoli paesi si esprimano con le proprie opinioni. Tuttavia l’obiettivo è quello di avere una bozza di proposta entro l’anno, e una legge definitiva non tanto più in là. Vedremo come questo impatterà sui futuri prodotti dotati di intelligenza artificiale, nel bene e nel male.

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