
(foto: Mufid Majnun/Unsplash)
Se per ivaccini anti Covid-19 a mRnail rischio dianafilassi, cioè digravi reazioni allergicheche costringono al ricovero in ospedale, è già stato calcolato e corrisponde apochi casi per milionedi somministrazioni (4,7 per Pfizer e 2,5 per Moderna secondo il Federal vaccine adverse event reporting system degli Stati Uniti), quello perreazioni allergichedi grado inferiore rimane ancoraincerto. Difficilmente, infatti, i sistemi di vigilanza riescono a raccogliere queste informazioni, specie per i sintomi più lievi.
A ragionare sul fenomeno e a cercare di capirequale componentedel vaccino fosse eventualmenteresponsabile, ci ha pensato un team di ricercatori anglo-americano,concludendoneche lereazioni allergiche ai vaccini anti-Covid a mRnasono complessivamenterare(con maggiore frequenza nelle donne e in chi ha una storia passata di allergie), in genere dilieve entitàe comunquetrattabili. A scatenare la risposta allergica sarebbe soprattutto ilPeg(Polietilenglicole) che serve per stabilizzare le molecole di mRna.
Qual è la frequenza?
Per avere un quadro completo sulle reazioni allergiche ai vaccini anti-Covid a mRna in termini di frequenza e gravità, i ricercatori hannoanalizzato le cartelle clinichedioperatori sanitariche sono stati vaccinati tra il 18 dicembre 2020 e il 26 gennaio 2021. Lo studio, quindi comprende31.635dosi delvaccino Pfizer-Bionteche7.260dosi delvaccino Moderna.
Così hanno identificato22 personeche hanno sviluppato una potenziale reazione allergica al vaccino, ossiasintomi tipici(orticaria, gonfiore della bocca, delle labbra, della lingua o della gola, ma anche difficoltà a respirare e oppressione toracica, fino a alterazioni della pressione sanguigna e perdita di coscienza) che compaionoentro 3 oredall’iniezione.
Venti persone eranodonnee 15 avevano un’anamnesi documentata diprecedenti reazioni allergichea antibiotici (10), a alimenti (9) e a farmaci non antibiotici (8). Alcune persone avevano più di tipi di allergia. Tutti, comunque, si sonoripresicon i tipici trattamenti per reazioni allergiche (per esempio antistaminici e cortisonici) enon hanno riportato conseguenze a lungo termine.
Che cosa scatena l’allergia?
Per scoprire iltipo di reazione allergicamanifestata equale componentedel vaccino possa esserne responsabile, gli esperti hanno coinvolto 11 persone per effettuare alcuni test.
Per prima cosa i partecipanti sono stati sottoposti atest cutaneicon una piccola dose del potenziale allergene (quindi lipidi e zuccheri inclusi nei vaccini a mRna o l’intero vaccino) per capire se l’eventuale risposta immunitaria fosse mediata da un particolare tipo di anticorpi che si chiamanoimmunoglobuline E(IgE), che in genere sono quelle responsabili delle reazioni allergichepiù gravi. Solouna personaha reagito a questi test, in corrispondenza dell’intero vaccino. Per confermare che le IgE non fossero responsabili del tipo di reazioni allergiche sperimentate dai partecipanti allo studio, i ricercatori hanno proseguito con altri test di laboratorio: unesame del sangueha confermatolivelli non significativi di IgEcontro componenti del vaccino.
Itest di attivazione allergica dei basofili(che sono un tipo di cellule del sistema immunitario), invece, hanno dato riscontro:10 su 11campioni hanno mostrato reattività nei confronti delPegcontenuto nei vaccini, e 11 su 11 nei confronti dell’intero vaccino. La conferma sono ilivelli elevati di anticorpi IgG.
Suggerimenti per i futuri vaccini
L’informazione più significativa che emerge dallo studio, hanno commentato i ricercatori, è quello che non è stato trovato, cioè chenon c’è reazione allergica alle molecole immunizzanti. Stabilito questo, visto che in generale le reazioni allergiche sono poco comuni e di facile gestione (e pertanto non dovrebbero rappresentare un motivo per rinunciare a vaccinarsi), potrebbe essere possibile per le case farmaceutichemodificare la composizionedei vaccini a mRna, sostituendo le molecole pegilate con unaltro tipo di stabilizzante.
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Un team di ricerca ha analizzato i vaccini di Pfizer-Biontech e Moderna. Le allergie sono riconducibili a uno specifico tipo di molecole
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