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Secondo un’indiscrezione riportata da Nikkei, Samsung Electronics starebbe considerando l’uscita dal mercato cinese per quanto riguarda elettrodomestici e televisori entro la fine del 2026. La decisione finale non sarebbe ancora stata ufficializzata, ma potrebbe arrivare entro aprile, a oltre trent’anni dall’ingresso del gruppo nel Paese.

Fonti vicine al dossier indicano che l’azienda comunicherà successivamente la scelta ai partner locali e ai dipendenti coinvolti. Il processo prevederebbe poi una dismissione progressiva delle attività, con la vendita delle quote residue entro dicembre dello stesso anno.

Una scelta ancora in fase di valutazione

Al momento, Samsung non ha confermato ufficialmente l’abbandono del mercato. L’azienda ha dichiarato che valutazioni di questo tipo rientrano nelle normali strategie di adattamento, necessarie per affrontare un contesto globale sempre più competitivo.

Durante l’evento “The First Look Seoul 2026” dello scorso 15 aprile, Yong Seok-woo, presidente della divisione Visual Display, aveva già accennato alle difficoltà incontrate in Cina, senza però indicare una decisione immediata. Negli ultimi anni, infatti, le performance del marchio nel Paese hanno registrato un calo costante, spingendo il gruppo a considerare una maggiore focalizzazione su mercati più redditizi come Stati Uniti ed Europa.

Pressione dei concorrenti e margini ridotti

Alla base di questa possibile uscita ci sarebbe la crescente pressione esercitata dai produttori locali. Marchi cinesi come Hisense e TCL stanno guadagnando terreno grazie a prezzi competitivi e a un miglioramento continuo della qualità, riuscendo a dominare sia il mercato interno sia quello internazionale.

Nel 2025, le spedizioni di televisori in Cina hanno raggiunto circa 32,89 milioni di unità, con meno di un milione attribuibile ai brand stranieri. A livello globale, Hisense e TCL insieme detengono il 31,9% del mercato, superando leggermente il 30,4% combinato di Samsung e LG. Un cambiamento significativo rispetto al 2016, quando i produttori sudcoreani erano nettamente in vantaggio.

Anche nel comparto degli elettrodomestici, aziende come Haier contribuiscono a comprimere i margini. Samsung registra infatti una redditività inferiore alla media nel mercato cinese, fattore che potrebbe spingere l’azienda a concentrare le risorse su settori più profittevoli, come semiconduttori e smartphone.

Secondo Nikkei, l’impatto economico diretto di un eventuale ritiro resterebbe comunque limitato, considerando che la Cina rappresenta meno del 5% del fatturato del gruppo nel segmento dell’elettronica di consumo.

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