0 003 minuti3 settimane115

Negli ultimi mesi, l’aumento dei prezzi delle memorie sta mettendo sotto pressione l’intero settore dell’elettronica, spingendo i produttori – soprattutto nel mondo smartphone – a rivedere strategie e catene di approvvigionamento.

Secondo un report della pubblicazione coreana DealSite,Samsungstarebbe adottando una soluzione sempre più diffusa: affidarsi a fornitori cinesi per ridurre i costi e mantenere competitivi i prezzi dei propri dispositivi.

OLED cinesi per i modelli di fascia media

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda i display. Samsung avrebbe iniziato a utilizzare pannelli OLED prodotti daCSOT– società controllata da TCL – su alcuni smartphone di fascia media, tra cui ilGalaxy A57.

Si tratta di una svolta importante, considerando che il gruppo ha sempre privilegiato componenti interni prodotti da Samsung Display. La scelta sarebbe motivata da un fattore chiave: i pannelli CSOT costano sensibilmente meno, pur offrendo ormai standard qualitativi comparabili.

Anche pieghevoli e fotocamere coinvolti

Il cambiamento non si limita ai display. Samsung starebbe diversificando i fornitori anche per altri componenti strategici.

Per ilGalaxy Z Flip7, ad esempio, l’azienda avrebbe sostituito il fornitore coreano KH Vatec con la cineseHuanliper le cerniere.

Inoltre, alcuni moduli fotografici ultra-grandangolari della serie Galaxy S sarebbero ora prodotti da aziende cinesi, segno di un’evoluzione più ampia nella supply chain.

L’obiettivo: evitare aumenti di prezzo

Alla base di queste scelte c’è una strategia precisa:assorbire l’impatto dell’aumento dei costi delle memorie, evitando di trasferire completamente il rincaro sui consumatori, soprattutto nella fascia medio-bassa.

A differenza dei top di gamma – dove gli aumenti di prezzo sono più facilmente accettati – nei dispositivi più accessibili anche piccoli rincari possono incidere negativamente sulla domanda.

Qualità vs costo: un equilibrio che cambia

Tradizionalmente, i componenti coreani erano percepiti come sinonimo di qualità superiore. Tuttavia, il gap tecnologico con i produttori cinesi si è progressivamente ridotto.

Oggi molte aziende cinesi sono in grado di offrire componenti con prestazioni simili a costi inferiori, rendendo la scelta quasi obbligata in un contesto di margini sempre più compressi.

Una tendenza destinata a crescere

Secondo fonti vicine al settore, la dipendenza di Samsung da fornitori cinesi è destinata ad aumentare nei prossimi anni. Questo potrebbe avere un impatto diretto sui partner storici coreani, che rischiano di perdere quote nella filiera.

La mossa di Samsung riflette un cambiamento più ampio nell’industria: la competizione non si gioca più solo sull’innovazione, ma anche sulla capacità di ottimizzare costi e supply chain. In questo scenario, la Cina si conferma sempre più centrale.

Fonte

L’articoloSamsung compra in Cina per contenere i costi delle memoriesembra essere il primo suCellulare Magazine.

Dicci la tua, scrivi il tuo commento: