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OPPO Reno12 Pro è il nuovo e più evoluto modello della gamma Reno che, nella line-up di OPPO, incarna prodotti con un design curato, colori e finiture originali e, soprattutto, una particolare vocazione artistica, che guarda soprattutto alla fotografia.

OPPO Reno12 Pro si presenta con un design sottile e leggero con un corpo curvato in 3D, un display Amoled da 6,7 pollici, con risoluzione di 2.412×1.080 pixel e una luminosità di 600 nits.

Lo smartphone è alimentato dal chipset MediaTek 7300-Energy personalizzato per il Reno12 con connettività 5G e un pacchetto fotocamere che comprende un triplo sensore da 50+50+2 Megapixel. Ad animare il telefono c’è Android 14 con la tradizionale ColorOs 14.

La grande novità di quest’anno è rappresentata dall’arrivo sui modelli Reno12 dell’intelligenza artificiale, con numerose funzioni: alcune di queste sono state sviluppate da OPPO, altre dai partner come Google Gemini, Microsoft e MediaTek, in una piattaforma mista che lavora sia on-device per alcune funzioni sia in cloud per altre.

OPPO Reno12 Pro è disponibile da oggi al prezzo di 599,99 euro.

Design

Reno12 Pro mantiene la filosofia già vista sul modello Reno10 Pro, con un design dotato di una curvatura 3D sui quattro lati, elegante ma sensibilmente apprezzabile. Misura 161,45 x 74,79 x 7,40 millimetri e pesa 180 grammi, offre una comoda impugnatura ed è assemblato con materiali di qualità.

Cambia, rispetto allo scoro anno, anche il design dell’area dedicata alle fotocamere che, sul Reno12 Pro sono state collocate in verticale una sull’altra, e riunite in un’isola che provoca una sporgenza sul retro che fa “zoppicare” un po’ il telefono quando lo si appoggia su un tavolo.

Nel complesso il design ci è piaciuto, continua la filosofia dei modelli precedenti con originali varianti di colore, con più di un tentativo di distaccarsi dai più seriosi canoni seguiti da molti produttori. In particolare il pannello di vetro posteriore è stato realizzato con la Fluid Ripple Texture che crea una sensazione tridimensionale di acqua increspata. Decisamente accattivante.

Il display di Reno12 Pro

Il display offre una diagonale da 6,7 pollici con una risoluzione di 2.412×1.080 pixel, che si traduce in una densità di 394 ppi. La luminosità di picco è invece di 1.200 nits (superiore a quella da 950 nits del Reno10), mentre il refresh rate è impostabile a 60, 90 o 120 Hz e può essere personalizzato manualmente a seconda dell’applicazione che stiamo usando.

A protezione dello schermo c’è un vetro Gorilla Glass 7i. Sotto al display c’è anche il lettore delle impronte digitali, ben funzionante.

L’hardware di OPPO Reno12 Pro

Rispetto a Oppo Reno10 Pro la scelta del processore cambia: a un primo sguardo, potrebbe apparire un downgrade, ma invece non lo è affatto: si passa infatti dal chipset Qualcomm Snapdragon 778G, un octa core prodotto con tecnologia a 6 nanometri, al MediaTek Dimensity 7300-Energy, personalizzato per OPPO, un octa core a 4 nanometri con frequenza massima di 2,5 Ghz. Come detto, si tratta di un processore personalizzato appositamente per OPPO, che ben si sposa con lo smartphone, e che introduce alcune interessanti funzioni di intelligenza artificiale (MediaTek è stata annunciata dal produttore cinese come un nuovo partner proprio per lo sviluppo dell’Ai sugli smartphone del produttore cinese).

Lo smartphone ha 12 GB di Ram e 512 GB di spazio di archiviazione, ma permette di allocare Ram aggiuntiva (prendendola dalla memoria di archiviazione) per potenziare il telefono nel caso di bisogno (si possono raggiungere fino a 16GB di Ram, dai 12GB di partenza).

Sempre sul fronte hardware è presente un doppio slot all’interno del quale è possibile inserire due Sim oppure una Sim e una scheda di memoria microSD.

UI Experience

Reno12 Pro è animato dall’interfaccia Color OS 14 che gira su Android 14, un software vero e proprio ormai maturo, ricco di funzioni e di personalizzazioni. Dal punto di vista estetico ci è sempre piaciuta e lo stesso si può dire per i contenuti, molti e originali: fra tutti la barra laterale intelligente, che può essere spostata all’interno dello schermo, lo split screen e le scorciatoie rapide.

Il sistema è veloce e fluido e non restituisce esitazioni.

OPPO assicura agli utenti che compreranno questo modello tre upgrade di sistema operativo e 4 anni di patch di sicurezza. Un post-vendita serio e volto a fidelizzare i proprio utenti.

La fotocamera di Reno12 Pro

OPPO Reno12 Pro dispone di un’isola verticale all’interno della quale sono stati incastonati tre obiettivi: il principale è da 50 Megapixel f/1.8, stabilizzato otticamente (wide, 26mm equivalente), abbinato a un’altra ottica da 50 Megapixel tele f/2.2 con zoom 2x ottico e 20x ibrido (47 mm equivalenti) e, infine, una ultra wide camera da 8 Megapixel con apertura 2,2 (16 mm equivalenti).

Lo smartphone gira video a 4K@30fps, 1080p@30/60fps e 720p@30fps.

Nella parte anteriore una fotocamera da 50 Megapixel f/2.0 capace di ripredere video in 4K a 30 fps.

Ma la vera chicca di questo telefono si chiama AI Studio, un’app che attinge al supporto dell’intelligenza artificiale via Cloud, per abbelire i ritratti (nei telefoni in vendita sarà distribuita nei prossimi giorni con un aggiornamento OTA). In pratica, AI Studio prevede alcuni scenari e ambientazioni (anche divertenti e scherzose) sia per i singoli sia per le coppie. Si sceglie l’ambientazione preferita, si carica un proprio ritratto, e l’applicazione lo lavorerà per qualche secondo, restituendocelo come fosse una foto professionale. L’app funziona molto bene, non necessita che siano caricate foto particolarmente belle, è addirittura in grado di catturare i visi anche da selfie mediocri. Ha solo, per il momento, un paio di limiti. Le situazioni disponibili sono ancora poche, mentre non esistono filtri per gestire al meglio le immagini caricate, come ad esempio il gradiente del filtro bellezza o la tipologia di corporatura, il colore dei capelli. Diciamo che le foto restituite assomigliano tutte un po’ troppo a quelle di attori hoolywoodiani. Insomma, occhio alle prossime foto che vedremo caricate su LinkedIn o su Instagram :-)).

Un’altra funzione – ancora più essenziale – presente nell’app fotocamera è quella di “eliminatore AI“: sempre con l’aiuto del’intelligenza artificiale è possibile elimnare da un’immagine un elemento di disturbo: una persona su una spiaggia o un disturbatore che ha provato a fare un photobombing mentre scattavamo (nell’immagine qui sotto dell’orsacchiotto abbiamo scelto di eliminare la fastidiosa scatoe sulla destra). La funzione è davvero efficace e ricostruisce in pochi secondi un nuovo sfondo, adattandolo a quello dello scatto, permettendoci così di ottenere la nostra foto ideale. Si tratta di una delle più classiche funzioni di fotoritocco, che fino ad oggi richiedeva l’impiego, se non di un software professionale come Photoshop, di un’apposita app, spesso non utilizzabile con facilità su un piccolo schermo di un telefono. Ora, fa tutto l’intelligenza articificiale, noi non dovremo fare altro che guardare e salvare il risultato dello scatto.

Sul fronte delle funzioni più tradizionali della fotocamera, il telefono restituisce buoni scatti un po’ in tutte le condizioni di luce e comunque perfettamente in linea con la fascia di prezzo dello smartphone. Il sensore ultrawide è quello che soffre maggiormente, soprattutto in condizioni di luce non ottimali. Efficace invece la modalità notturna.

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La selfie cam, in modalità video, dispone dell’autofocus, una funzione non sempre facile da trovare su dispositivi di fascia media.

Due funzioni che non abbiamo ancora avuto la possibilità di provare sono AI Clear Face e AI Best Face: anche queste saranno distribuite presto con aggiornamento OTA e non erano presenti nel modello in nostre mani. La prima permetterà di migliorare la definizione di dettagli come il contorno dei visi o dei capelli, la seconda, invece, sarà in grado di identificare automaticamente i soggetti con gli occhi chiusi nelle foto e di utilizzare l’IA per aprire lo sguardo.

L’audio dello smartphone

Le conversazioni sono sempre state caratterizzate da un buon audio. C’è qualche piccolo rimbalzo metallico della voce, compensato da un volume davvero straordinario. Lo smartphone dispone infatti, di un boost, che consente di innalzare il livello massimo dei decibel al 300%. Bene anche le prestazioni di Reno12 Pro in viva voce, anche perché il telefono è dotato di speaker stereo (su Reno10 Pro era mono).

Anche in questa sezione l’intelligenza artificiale permette di trascrivere una registrazione fornendo sia il file audio sia la possibilità di condividere un file di testo.

Batteria

La batteria da 5.000 mAh assicura una buona autonomia, che va oltre la classica giornata di utilizzo, senza dover tenere comportamenti particolarmente parsimoniosi. È presente la ricarica rapida da 80W cablata SuperVooc, in grado di ricaricare in soli 18 minuti il telefono fino al 49% e in 46 minuti il 100%.

Gli Awards di Cellulare Magazine

Oppo Reno12 Pro si aggiudica due Awards di Cellulare Magazine: il Design Award premia le eleganti forme incurvate, i materiali utilizzati, il profilo super sottile e, non ultimo, la lavorazione della cover, che osa un po’ ma che fa centro. Il Hi-tech Award è invece un riconoscimento complessivo non tanto dedicato al solo pacchetto fotocamere dello smartphone, ma alle modalità dell’intelligenza artificiale che qui viene impiegata finalmente per qualcosa di veramente utile (l’eliminazione degli oggetti su tutte), e non solo come strillo per il marketing.

Il giudizio di Cellulare Magazine: OPPO Reno12 Pro

Oppo Reno12 Pro è uno smartphone piacevole e ben riuscito, elegante e, soprattutto leggero e sottile, con alcune funzioni supportate dall’intelligenza artificiale che lo rendono particolarmente appetibile (l’eliminazione di oggetti o soggetti indesiderati non solo funziona molto bene ma è particolarmente utile per chi fotografa a volte in condizioni difficilie e ci pemrmette di non sbagliare uno scatto che, come spesso accade, potrebbe non essere ripetibile). L’interfaccia di OPPO è ormai una sicurezza, se possibile ha aumentato ancora le possibilità di personalizzazione mentre la ricarica SUPERVOOC da 80W rende le operazioni di recharging molto veloci. Il processore MediaTek sembra molto bene integrato (dunque la dicitura “personalizzato per OPPO” non è solo un claim marketing) e infatti oltre a consentire allo smartphone buona fluidità in tutte le operazioni non scalda praticamente in alcuna modalità, neppure in quelle più energivore. Ecco perché, anche l’autonomia ne risente positivamente, consegnando uno smartphone che non si scaricherà mai prima della tarda notte, anche con utilizzi intensivi. Nel complesso, dunque, OPPO sforna un modello di fascia media a un prezzo corretto, con un buon parco funzioni. Ma è indubbio che, nella scelta del consumtore, le chicche guidate dall’intelligenza artificiale potranno indirizzare la scelta rispetto a tanta concorrenza.

PRO

Buona capacità di memoria, che è pure espandibile
Ricarica rapida da 80W
Utili funzioni di intelligenza artificiale

CONTRO

Non c’è una eSim
La fotocamera ultrawide soffre in alcuni scenari
Niente carica batteria né cover in confezione

8
Voto Finale

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