


La nuova Ferrari Luce segna una svolta radicale per Maranello. È la prima Ferrari elettrica di produzione, introduce un’architettura a cinque porte e cinque posti e porta la firma diSir Jony Ive, fondatore di LoveFrom dopo l’uscita da Apple, insieme a Marc Newson. Un progetto che cambia in modo drastico il rapporto tra design, elettrificazione e identità Ferrari, ma che ha già aperto un forte dibattito, anche dentro la storia stessa del Cavallino.
Il modello è stato presentato come una vettura completamente nuova per il brand: lunga 5.026 mm, larga 1.999 mm e alta 1.544 mm, con un passo di 2.961 mm, la Luce è la Ferrari più grande mai realizzata. Rispetto alla Purosangue è 53 mm più lunga e 45 mm più bassa, con una silhouette che separa visivamente una parte superiore scura e vetrata da una base inferiore verniciata. Anche l’impostazione aerodinamica è stata sviluppata per massimizzare l’efficienza, con un coefficiente di resistenza ridotto del 25% rispetto alla Amalfi.

Un abitacolo tra lancette fisiche e display OLED Samsung
Uno degli elementi più distintivi della Ferrari Luce è l’abitacolo, dove Samsung Display fornirà quattro pannelli OLED in tre diverse aree digitali. Le dimensioni previste sono 12,9 pollici, 12 pollici, 10,1 pollici e 6,3 pollici, integrate in una soluzione che unisce strumentazione fisica e superfici digitali.
La parte più complessa riguarda il quadro strumenti davanti al guidatore. Il binnacle utilizza due pannelli OLED sovrapposti: uno da 12 pollici nella parte inferiore, dedicato agli elementi di sfondo come gli indici degli strumenti, e uno da 12,9 pollici nella parte superiore, attraversato da lancette fisiche. L’integrazione è resa possibile dalla tecnologia HIAA, Hole In Active Area, che consente di realizzare aperture all’interno dell’area attiva del display.
Samsung ha già una lunga esperienza nella realizzazione di fori sui display per smartphone, ma in questo caso la scala è diversa: il foro destinato alla strumentazione della Ferrari Luce è molto più grande rispetto a quello necessario per una fotocamera frontale mobile. Il risultato è una strumentazione ibrida, con profondità fisica e contenuti digitali, pensata per evitare l’effetto piatto dei grandi schermi automotive tradizionali.
Anche il pannello centrale da 10,1 pollici utilizza la stessa logica, con funzioni configurabili come orologio, cronometro e bussola, e con tre lancette fisiche che attraversano lo schermo. I pannelli da 6,3 pollici sono invece destinati ai passeggeri posteriori, con controlli clima, informazioni sulla dinamica di guida e altre funzioni dedicate.

La Ferrari più digitale, ma non solo touchscreen
Il progetto interno della Luce prova a distinguersi da molte elettriche contemporanee, spesso dominate da grandi schermi centrali e interfacce quasi interamente touch. La vettura mantiene invece comandi fisici, quadranti in alluminio lavorato, pulsanti e selettori tradizionali per le funzioni principali dell’abitacolo. Il volante a tre razze utilizza alluminio riciclato al 100% con finitura anodizzata, mentre il quadro strumenti combina lancette meccaniche e display ad alta definizione sviluppati da Samsung.
L’assenza del tunnel di trasmissione consente un pavimento piatto e permette a Ferrari di proporre per la prima volta un vero abitacolo a cinque posti. I passeggeri posteriori accedono attraverso grandi porte posteriori controvento, mentre il vano bagagli raggiunge 597 litri, il valore più alto mai offerto su una Ferrari.
Architettura elettrica da 800V e oltre 1.000 cavalli
La Ferrari Luce utilizza un’architettura elettrica da 800V e una batteria da 122 kWh integrata nel pianale, soluzione che abbassa il baricentro di 95 mm rispetto alla Purosangue. Il pacco batteria pesa 630 kg, è prodotto internamente da Ferrari e utilizza celle pouch agli ioni di litio sviluppate con il fornitore sudcoreano SK On. La ricarica rapida in corrente continua arriva fino a 350 kW, con la possibilità di aggiungere 70 kWh in 20 minuti. L’autonomia stimata è di 530 km.
La trazione è affidata a quattro motori elettrici indipendenti, uno per ruota, per una potenza complessiva di 830 kW, pari a 1.036 cavalli, e 1.002 Nm di coppia. La Luce accelera da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, raggiunge i 200 km/h in 6,8 secondi e tocca una velocità massima di 310 km/h. Il peso dichiarato è di 2.260 kg, gestito da sospensioni a doppio braccio oscillante e ammortizzatori elettronici Multimatic TrueActive a 48V.
Ferrari ha lavorato anche sul coinvolgimento alla guida. Le palette al volante non simulano cambiate tradizionali: quella sinistra regola la frenata rigenerativa su cinque livelli, fino a 0,33 g di decelerazione, mentre quella destra modifica la distribuzione della potenza elettrica. Per il feedback acustico, un accelerometro sull’asse posteriore rileva le vibrazioni reali dei motori elettrici e le amplifica nell’abitacolo.
Il prezzo e la reazione del mercato
La Ferrari Luce arriverà in Europa continentale con un prezzo di circa 550.000 euro, mentre nel Regno Unito il listino stimato è di 440.000 sterline. Le consegne europee sono previste all’inizio del prossimo anno, mentre le versioni con guida a destra arriveranno nel Regno Unito nella primavera 2027. Ferrari manterrà comunque il limite produttivo complessivo di circa 14.000 vetture l’anno sull’intera gamma, elemento che renderà la Luce un modello altamente esclusivo.
Il debutto non è stato accolto senza tensioni. Reuters ha riportato una risposta fredda da parte di critica e mercato, con il titolo Ferrari in forte calo dopo la presentazione: fino all’8,4% a Milano e al 5,1% a New York. La critica si è concentrata soprattutto sul distacco della Luce dall’immaginario Ferrari tradizionale, per layout, proporzioni, trazione elettrica e impostazione da grande vettura a cinque posti.
Montezemolo: “Spero che si tolga il Cavallino”
La contestazione più dura è arrivata daLuca Cordero di Montezemolo, ex presidente Ferrari, che ha bocciato senza mezzi termini la nuova elettrica. A margine dell’assemblea di Confindustria, Montezemolo ha parlato di “rischio di distruzione di un mito” e ha aggiunto: “Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito. Mi dispiace moltissimo, spero che si tolga il Cavallino, almeno, da quella macchina”.
La frase più tagliente è arrivata subito dopo, quando – incalzato dai giornalisti – l’ex numero uno di Maranello ha commentato: “È una macchina che almeno i cinesi non ci copieranno”.
Il giudizio di Montezemolo dà forma alla polemica più ampia attorno alla Luce: non solo il passaggio all’elettrico, ma la ridefinizione stessa di ciò che può essere considerato Ferrari. Il tema non riguarda soltanto il motore, ma il linguaggio del prodotto, la forma, il ruolo dell’abitacolo, la presenza di cinque posti e l’associazione con un’estetica molto vicina al mondo del design tecnologico contemporaneo.
Una rottura intenzionale con la tradizione
La Ferrari Luce nasce esattamente su questo confine. Da un lato conserva prestazioni da supercar, soluzioni ingegneristiche avanzate e un livello di esclusività coerente con il marchio. Dall’altro introduce elementi che spostano il Cavallino in un territorio nuovo: architettura elettrica, configurazione a cinque posti, interni sviluppati con un linguaggio più vicino al design industriale di alta gamma che alla strumentazione sportiva tradizionale.
La collaborazione con Jony Ive e LoveFrom accentua questa discontinuità. La Luce non sembra voler essere semplicemente una Ferrari elettrica, ma una Ferrari ripensata per un pubblico diverso, probabilmente più vicino ai mercati tecnologici, alla Silicon Valley e alla clientela globale dell’elettrico premium.
Proprio per questo la reazione è così polarizzata. Per Ferrari, la Luce può rappresentare un’estensione del mito verso una nuova fase tecnologica. Per una parte dei puristi, e in modo esplicito per Montezemolo (ma anche Briatore non è certo stato tenero), rischia invece di essere una frattura troppo netta con l’identità storica del marchio.
L’articoloFerrari Luce, gli OLED Samsung nell’abitacolo disegnato da Jony Ive. Ma Montezemolo attacca: “Rischio di distruzione di un mito”sembra essere il primo suCellulare Magazine.





